Chi siamo

L'Associazione Luca Coscioni è, fin dal momento della sua fondazione, una delle organizzazioni maggiormente attive ed incisive nella tutela della ricerca scientifica e dell’autodeterminazione della persona: beni tanto fragili quanto preziosi, sia per la vita delle persone che per la conservazione della democrazia. Ogni giorno promuoviamo azioni per il riconoscimento dei diritti delle persone malate e disabili. L’Associazione Luca Coscioni, è un’associazione di promozione sociale riconosciuta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il nostro progetto

L’Associazione Luca Coscioni promuove un progetto, approvato e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, per la promozione dei diritti e delle pari opportunità, al fine di favorire la piena inclusione sociale delle persone con disabilità e prevenire ogni forma di discriminazione nei loro confronti in particolare sul tema delle barriere architettoniche. L’idea progettuale include un’azione di aggiornamento formativo al fine di creare un effetto moltiplicatore delle attività per il superamento delle discriminazioni nei confronti dei disabili.

Cimiteri inaccessibili

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[Domanda inviata per email alla redazione]
In un cimitero dove trova riposo mio padre mia mamma colpita da invalidità agli arti non può accedere alla tomba del marito in quanto nella parte nuova di restaurata non esistono camminamenti piastrellati o muniti di corsie cementate per agevolare il passaggio di invalidi in carozzella. Alla luce di quanto esposto si chiede se esiste una normativa per questi siti, come posso comportarmi per consentire a chi come mia madre invalida possa recarsi presso le sepolture dei loro cari?

1 risposta

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Non esiste una normativa specifica sui cimiteri, ma comunque, in quanto spazi pubblici, anche questi luoghi devono essere resi accessibili alle persone disabili.
Quindi il consiglio che le posso dare è quello di inviare una diffida al Comune nella quale si chiede la rimozione delle barriere architettoniche; in caso contrario, qualora l'ente comunale non dovesse provvedere, sua madre potrà ricorrere al Tribunale sulla base della legge n. 67/2006 per chiedere: 1) la cessazione della condotta discriminatoria; 2) l'esecuzione delle opere atte a rendere accessibile il sito; 3) il risarcimento dei danni.

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