Chi siamo

L'Associazione Luca Coscioni è, fin dal momento della sua fondazione, una delle organizzazioni maggiormente attive ed incisive nella tutela della ricerca scientifica e dell’autodeterminazione della persona: beni tanto fragili quanto preziosi, sia per la vita delle persone che per la conservazione della democrazia. Ogni giorno promuoviamo azioni per il riconoscimento dei diritti delle persone malate e disabili. L’Associazione Luca Coscioni, è un’associazione di promozione sociale riconosciuta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il nostro progetto

L’Associazione Luca Coscioni promuove un progetto, approvato e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, per la promozione dei diritti e delle pari opportunità, al fine di favorire la piena inclusione sociale delle persone con disabilità e prevenire ogni forma di discriminazione nei loro confronti in particolare sul tema delle barriere architettoniche. L’idea progettuale include un’azione di aggiornamento formativo al fine di creare un effetto moltiplicatore delle attività per il superamento delle discriminazioni nei confronti dei disabili.

Legge n.296-2006 Legge finanziaria 2007 (Modifiche alla Legge n.494)

livello: 

La legge 4 dicembre 1993, n. 494 concernente “Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime” si occupa di legiferare in materia di canoni di pagamento delle concessioni marittime. All’articolo 3 primo comma alla lettera e) obbliga i concessionari al libero e gratuito accesso e transito alla battigia anche al fine della balneazione. Un disabile dovrebbe dunque poter scegliere di andare al mare e passarci del tempo favorito dalle giuste condizioni strutturali. Più specificatamente all’articolo 9 comma 1 e 2 si sottolinea che, in caso di difficoltà strutturali e ambientali alla predisposizione degli accessi da parte del concessionario, l’accesso al mare per i soggetti disabili è garantito con la realizzazione di strutture idonee in tratti di litorale più facilmente disponibili. La ripartizione dei costi è da intendersi tra tutti i concessionari del tratto di litorale oggetto del comma 1. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, Legge finanziaria 2007” ha apportato alcune modifiche alla Legge 494, prevalentemente agli articoli 1, 3 al comma 1, 5, 6, 8 e 32. Nulla di rilevante riguardo l’articolo 9 oggetto di nostra valutazione.

PRESCRIZIONI
La Legge 4 dicembre 1993 n. 494 “Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime” contempla, all’articolo 6 comma 1 l’obbligo, entro un anno dall’entrata in vigore della presente normativa, per il Governo di porre in essere tutte le azioni necessarie al fine di rendere effettiva la delega delle funzioni amministrative alle Regioni per il rilascio e il rinnovo delle concessioni demaniali marittime, così come definito dal decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1977 n. 59. In caso contrario, spetta tacitamente alle Regioni tale funzione.
All’articolo 9.1 della succitata Legge 494, si impone l’obbligo per l’autorità marittima di individuare, entro il 31 dicembre 1993, gli stabilimenti balneari ritenuti più adatti a dotarsi delle strutture necessarie per l’accoglienza di soggetti disabili e, ancora, si chiede alla medesima di promuovere accordi con i concessionari di stabilimenti balneari che sono collocati sul tratto omogeneo di litorale.

"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2007)"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2006 - Supplemento ordinario n. 244

250. Dopo il comma 2-bis dell'articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e' aggiunto il seguente:
"2-ter. Le concessioni di cui al comma 1 sono revocate qualora il concessionario si renda, dalla
data di entrata in vigore della presente disposizione, responsabile di gravi violazioni edilizie, che
costituiscono inadempimento agli obblighi derivanti dalla concessione ai sensi dell'articolo 5 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296".

251. Il comma 1 dell'articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e' sostituito dal seguente:
"1. I canoni annui per concessioni rilasciate o rinnovate con finalita' turistico-ricreative di aree,
pertinenze demaniali marittime e specchi acquei per i quali si applicano le disposizioni relative alle
utilizzazioni del demanio marittimo sono determinati nel rispetto dei seguenti criteri:
a) classificazione, a decorrere dal 1° gennaio 2007, delle aree, manufatti, pertinenze e specchi
acquei nelle seguenti categorie:
1) categoria A: aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei, o parti di essi, concessi per
utilizzazioni ad uso pubblico ad alta valenza turistica;
2) categoria B: aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei, o parti di essi, concessi per
utilizzazione ad uso pubblico a normale valenza turistica. L'accertamento dei requisiti di alta e
normale valenza turistica e' riservato alle regioni competenti per territorio con proprio
provvedimento. Nelle more dell'emanazione di detto provvedimento la categoria di riferimento e' da
intendersi la B. Una quota pari al 10 per cento delle maggiori entrate annue rispetto alle previsioni
di bilancio derivanti dall'utilizzo delle aree, pertinenze e specchi acquei inseriti nella categoria A e'
devoluta alle regioni competenti per territorio;
b) misura del canone annuo determinata come segue:
1) per le concessioni demaniali marittime aventi ad oggetto aree e specchi acquei, per gli
anni 2004, 2005 e 2006 si applicano le misure unitarie vigenti alla data di entrata in vigore della
presente legge e non operano lo disposizioni maggiorative di cui ai commi 21, 22 e 23 dell'articolo
32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni; a decorrere dal 1° gennaio 2007, si applicano i
seguenti importi aggiornati degli indici ISTAT maturati alla stessa data:
1.1) area scoperta: euro 1,86 al metro quadrato per la categoria A; euro 0,93 al metro
quadrato per la categoria B;
1.2) area occupata con impianti di facile rimozione: euro 3,10 al metro quadrato per la
categoria A; euro 1,55 al metro quadrato per la categoria B;
1.3) area occupata con impianti di difficile rimozione: euro 4,13 al metro quadrato per la
categoria A; euro 2,65 al metro quadrato per la categoria B;
1.4) euro 0,72 per ogni metro quadrato di mare territoriale per specchi acquei o delimitati
da opere che riguardano i porti cosi' come definite dall'articolo 5 del testo unico di cui al regio
decreto 2 aprile 1885, n. 3095, e comunque entro 100 metri dalla costa;
1.5) euro 0,52 per gli specchi acquei compresi tra 100 e 300 metri dalla costa;
1.6) euro 0,41 per gli specchi acquei oltre 300 metri dalla costa;
1.7) euro 0,21 per gli specchi acquei utilizzati per il posizionamento di campi boa per
l'ancoraggio delle navi al di fuori degli specchi acquei di cui al numero 1.3);
2) per le concessioni comprensive di pertinenze demaniali marittime si applicano, a
decorrere dal 1° gennaio 2007, i seguenti criteri:
2.1) per le pertinenze destinate ad attivita' commerciali, terziario-direzionali e di
produzione di beni e servizi, il canone e' determinato moltiplicando la superficie complessiva del
manufatto per la media dei valori mensili unitari minimi e massimi indicati dall'Osservatorio del
mercato immobiliare per la zona di riferimento. L'importo ottenuto e' moltiplicato per un
coefficiente pari a 6,5. Il canone annuo cosi' determinato e' ulteriormente ridotto delle seguenti
percentuali, da applicare per scaglioni progressivi di superficie del manufatto: fino a 200 metri
quadrati, O per cento; oltre 200 metri quadrati e fino a 500 metri quadrati, 20 per cento; oltre 500
metri quadrati e fino a 1.000 metri quadrati, 40 per cento; oltre 1.000 metri quadrati, 60 per cento.
Qualora i valori dell'Osservatorio del mercato immobiliare non siano disponibili, si fa riferimento a
quelli del piu' vicino comune costiero rispetto al manufatto nell'ambito territoriale della medesima
regione;
2.2) per le aree ricomprese nella concessione, per gli anni 2004, 2005 e 2006 si applicano
le misure vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge e non operano le disposizioni
maggiorative di cui ai commi 21, 22 e 23 dell'articolo 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n.
269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive
modificazioni; a decorrere dal 1° gennaio 2007, si applicano quelle di cui alla lettera b), numero 1);
c) riduzione dei canoni di cui alla lettera b) nella misura del 50 per cento:
1) in presenza di eventi dannosi di eccezionale gravita' che comportino una minore
utilizzazione dei beni oggetto della concessione, previo accertamento da parte delle competenti
autorita' marittime di zona;
2) nel caso di concessioni demaniali marittime assentite alle societa' sportive dilettantistiche
senza scopo di lucro affiliate alle Federazioni sportive nazionali con l'esclusione dei manufatti
pertinenziali adibiti ad attivita' commerciali;
d) riduzione dei canoni di cui alla lettera b) nella misura del 90 per cento per le concessioni
indicate al secondo comma dell'articolo 39 del codice della navigazione e all'articolo 37 del
regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328;
e) obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per
il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine di
balneazione;
f) riduzione, per le imprese turistico-ricettive all'aria aperta, dei valori inerenti le superfici del
25 per cento".

252. 11 comma 3 dell'articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e' sostituito dal seguente:
"3. Le misure dei canoni di cui al comma 1, lettera b), si applicano, a decorrere dal 1° gennaio
2007, anche alle concessioni dei beni del demanio marittimo e di zone del mare territoriale aventi
ad oggetto la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto".

253. All'articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 dicembre 1993, n. 494, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
"4-bis. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 01, comma 2, le concessioni di cui al
presente articolo possono avere durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni in
ragione dell'entita' e della rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei piani di
utilizzazione delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni".

254. Le regioni, nel predisporre i piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo di cui
all'articolo 6, comma 3, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, sentiti i comuni interessati, devono altresi' individuare un
corretto equilibrio tra le aree concesse a soggetti privati e gli arenili liberamente fruibili; devono
inoltre individuare le modalita' e la collocazione dei varchi necessari al fine di consentire il libero e
gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella
concessione, anche al fine di balneazione.

255. All'articolo 5 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 dicembre 1993, n. 494, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
"1-bis. Le somme per canoni relative a concessioni demaniali marittime aventi finalita' turisticoricreative
versate in eccedenza rispetto a quelle dovute a decorrere dal 1° gennaio 2004 ai sensi
dell'articolo 03, comma 1, sono compensate con quelle da versare allo stesso titolo, in base alla
medesima disposizione".

256. I commi 21, 22 e 23 dell'articolo 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e il comma 4 dell'articolo 10 della legge
17 dicembre 1997, n. 449, sono abrogati.

257. Le disposizioni di cui all'articolo 8 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e successive modificazioni, si interpretano nel
senso che le utilizzazioni ivi contemplate fanno riferimento alla mera occupazione di beni demaniali
marittimi e relative pertinenze. Qualora, invece, l'occupazione consista nella realizzazione sui beni
demaniali marittimi di opere inamovibili in difetto assoluto di titolo abilitativo o in presenza di
titolo abilitativo che per il suo contenuto e' incompatibile con la destinazione e disciplina del bene
demaniale, l'indennizzo dovuto e' commisurato ai valori di mercato, ferma restando l'applicazione
delle misure sanzionatone vigenti, ivi compreso il ripristino dello stato dei luoghi.